Abderramám 2 (822-852) amplió il porto di Almeria costruendo nuovi argini.
Nella cosí chiamata " guerra della foglia di vite" , avvenuta presso Lorca , gli arabi del nord scacciarono tribú yemenite che si istallarono presso i loro cugini di Pechina.
Tra l`840 e l'861, gli attacchi costanti da parte dei Normanni , obbligano l'Emiro Omeya a costruire fortezze difensive lungo la costa.
La prima e più famosa fu quella di Qabit Bani Aswad (Cabo de Gata) , presso la Fabriquilla. Questo ribat (fortezza di carattere religioso e militare), oggi scomparso, fu la prima costruzione pubblica araba di una certa importanza del territorio di Nijar che assieme al ribat della Chancha servíva per assicurare un florido sviluppo della provincia. La sua gestione fu affidata alla famiglia dei Banú Rach (i figli del Gliero, conosciuti successivamente come gli Abencerrajes) che compartono con Ebrei , Muladi e Mozarabici il controlo della valle di Pechina.
Verso la fine del governo di Muhamhad (852-886), avviene l'arrivo dei " Marinai", Mozarabici e Muladi spagnoli che erano fuggiti da Cartagena, dalla "Cora de Tudmir". Superati gli iniziali problemi di convivenza , i vari gruppi si accordarono e diedero vita alla" Repubblica marittima e commerciale di Pechina" (891), indipendente dalla Cora di Elvira (Granada) e gemellata con Tunisi ed il Magréb per il controllo del Mare di Alborán. L'attivitá della Repubblica si concentró nel porto della Chancha (Almeria) dove si commerciavano schiavi, artigianato , prodotti agricoli e tessuti; siamo nella fiorente epoca della seta.
Gli arabi di Granada attaccarono Pechina che chiese protezione a Cordoba in cambio del vassallaggio. L'Emiro abd-Alláh (888-912) riuscí ad incorporare Pechina al governo centrale di Omeya, creando la Cora (distretto amministrativo) di Bayyana ; fortificó Marchena e La Chancha attorno a Al-Maryan (torre di vigilanza) e tutta la zona compresa tra l'Alhama e Nijar lungo la costa e ,verso nord, fino a Pechina , fondando una ventina di localitá fortificate , tra cui l'attuale Nijar . |